Presentato un rapporto dei Verdi sui costi del nucleare
Secondo un dossier dei Verdi, a pari redditività, il prezzo medio dell’energia nucleare risulta più costoso non solo di gas (+26%), ma anche dell’eolico (+21%). I dati sono contenuti in un rapporto dal titolo ”Bugie del ministro Scajola e sui veri costi del nucleare” che è stato presentato oggi al presidio dei Verdi davanti alla sede RAI di Viale Mazzini, dove il leader del partito, Angelo Bonelli, giunto al suo nono giorno di sciopero della fame per protestare contro il black-out tv sui temi ambientali, terrà una conferenza stampa sul nucleare.
In particolare, il dossier traccia il confronto del nucleare con le altre fonti energetiche. “La prima questione che si pone un’azienda operante nel libero mercato dell’energia è se una certa scelta industriale – si legge nel dossier – è competitiva rispetto alle altre disponibili, verificando se vi sono opportunità più remunerative”. Per la stesura del dossier sono state confrontate diverse opzioni di investimento, tra le varie fonti energetiche, fissando un ritorno dall’investimento sul capitale, ROE, pari al 10% per tutte le ipotesi. Sono stati inseriti tutti i costi, fissi, variabili, gli oneri finanziari, gli ammortamenti differenziati per la diversa durata degli impianti (30 anni per il gas, 50 anni per il nucleare). Ne risulterebbe un prezzo medio dell’energia per il gas di 120 dollari per Megawattora, per il carbone di 112 dollari per MW/h, per l’eolico di 125 dollari per MW/h e per il nucleare di 151 dollari per MW/h.
Inoltre, un rapporto del MIT (Massachusetts Institute of Technology) rileva che “dal 2003 i costi stimati per la costruzione di un impianto nucleare sono cresciuti al tasso del 15% all’anno”. Di conseguenza, osservano i Verdi, “il costo di un impianto nucleare negli ultimi 5 anni è raddoppiato”. Secondo i piani di ENEL ed EDF, si legge inoltre nel dossier, in Italia “si inizierebbe a costruire la prima centrale nel 2015 e poi le successive a distanza di 18 mesi ciascuna, con un tempo di costruzione pari a 10 anni”. Questa la situazione “reale – concludono i Verdi – che porterà al nucleare in Italia”, nonostante ”i problemi finanziari e le indicazioni di mercato lo sconsiglino” e senza dimenticare ”la gravità dei problemi ancora irrisolti relativi alla gestione delle scorie”.


















