UE all’Italia: “Rispettate limiti smog oppure sanzioni”
L’Unione Europea, attraverso la portavoce del commissario all’ambiente Stavros Dimas, ha avvertito l’Italia che “se gli standard europei sulla qualità dell’aria non verranno rispettati scatteranno le procedure d’infrazione”.
Nel mirino ci sono le polveri sottili pericolose, le Pm10, che stanno mettendo in ginocchio Milano e diverse altre città italiane, e, come ha sottolineato lo stesso Dimas, “le gravi ripercussioni che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute umana”.
Per tali gravi ragioni l’Unione Europea ha evitato di concedere all’Italia ulteriori proroghe nell’attuazione di misure di prevenzione dell’inquinamento atmosferico, fatta eccezione per una mini-deroga alla Campania, per la zona di “Risanamento area beneventana” rispetto alle 12 esenzioni che l’Italia aveva richiesto per zone situate anche in Puglia e in Sicilia. La Campania ha avuto diritto alla proroga perché, secondo i dati forniti, è l’unica delle tre regioni che potrà raggiungere gli obiettivi di riduzione delle polveri sottili entro la scadenza della proroga.
Tuttavia, non mancano in Italia esempi virtuosi in materia: secondo una verifica effettuata dall’ANSA, in Campania le zone di risanamento delle aree di Napoli e di Caserta rispettano già dal 2006 il valore limite annuale per le polveri sottili e per l’area avellinese, sempre dal 2006, il limite giornaliero. Per la Puglia, la situazione è ancora più sorprendente: sulle quattro domande di deroga, tre appaiono già in linea con la direttiva UE, mentre le aree urbane restano il punto dolente. Quanto alla Sicilia una delle quattro richieste avanzate, quella che riguarda Catania, Misterbianco, Motta Santa Anastasia, è già in linea del 2006 con la norma UE.
L’Italia ha chiesto proroghe per un totale di 15 regioni e il “no” in molti casi è dovuto “agli scarsi dati forniti o al fatto che le misure delineate non dimostrano che le norme saranno soddisfatte al termine della proroga”. In generale, sono 18 i paesi UE che hanno ottenuto deroghe, nella consapevolezza che l’ambiente sarà un settore prioritario per la futura Commissione europea che sarà ancora più severa nel far rispettare le norme in materia.


















