febbraio 1, 2010 Clima

Dopo Copenhagen, nuove difficoltà dal summit di Siviglia

flop15Dopo il flop registrato alla conferenza di Copenhagen, arrivano stavolta da Siviglia nuove difficoltà. Infatti, al termine della prima riunione del dopo-Copenhagen dei ministri europei dell’ambiente, tenutasi nella città spagnola ededicata principalmente all’esame del programma d’azione UE 2010-2014, non è stato raggiunto un accordo tra i 27 stati dell’Unione: Francia, Regno Unito, Germania e Spagna hanno ribadito che la riduzione dei gas serra dovrebbe essere del 30% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, mentre Italia e Polonia frenano per una riduzione del 20%. Resta quindi incertezza sulla riduzione che sarà formalizzata entro il 31 gennaio dagli ambasciatori dei 27 Paesi europei.

È possibile che Francia, Regno Unito, Germania e Spagna ed altri paesi virtuosi prendano la strada della riduzione del 30% convinti dell’impatto positivo per l’economia di una mutazione tecnologica più rapida, mentre altri, come l’Italia e la Polonia restino fermi ad una riduzione solo del 20%. Sarebbe bene invece trovare un accordo, un compromesso, partendo dalla ripartizione dell’impegno più avanzato (del 30%) con tutti i Paesi europei: con una ripartizione di obiettivi nazionali differenziata sulla base di parametri oggettivi. È importante che l’Italia non rompa l’unità Europea e operi per trovare un accordo.

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