luglio 14, 2012 News

Quanto petrolio rimane? Di certo viaggia sempre meno dalle nostre parti

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La metafora della società liquida è altamente evocativa. L’immagine dell’acqua che scivola via tra le dita rende bene la precarietà dell’epoca in cui viviamo, una terra di mezzo tra un morente ordine delle cose e l’attesa nascita del nuovo, la cui lunga ed incerta gestazione non può che preoccuparci. Sebbene sia dunque l’acqua il primo elemento che istintivamente leghiamo all’idea di società liquida, la metafora resa celebre dal sociologo Zygmunt Bauman si modella altrettanto bene attorno ad un altro fluido, ben più vischioso. Il petrolio.

L’oro nero rappresenta il salto energetico e tecnologico che permette all’intero Occidente di godere del più alto tenore di vita, materialmente inteso, mai sperimentato nella storia dell’uomo. Visto dall’altro lato della medaglia, invece, il petrolio è piuttosto la fonte di innumerevole guerre e giochi di potere, del riscaldamento globale, di inquinamento, il simbolo della selvaggia alterigia dell’uomo nei confronti dell’ecosistema. Nero, viscido, maleodorante, basta una scintilla e prende fuoco: possiamo divertirci a trovarvi metafore che illuminino i lati più oscuri della nostra società, come pure quelli che racchiudono le prospettive aperte dal progresso scientifico.

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Leggi l’articolo completo ed originale su: greenreport.it
Autore: Luca Aterini

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