“Investire nel verde per uscire dalla crisi”
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“Il 2011? Un brutto anno in tema di tutela ambientale. Nel 2012 si può e si deve fare molto di più”. È di questo parere Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, intervistato da Energie Sensibili.
Perché, come è stato il 2011 per l’ambiente?
Nell’anno appena concluso abbiamo perso alcune occasioni. In Italia, ad esempio, abbiamo perso il treno dell’inserimento dei reati ambientali nel codice penale, cosa che L’Ue ci chiedeva da tempo. Ma è anche vero che il 2011 ha visto un cambiamento di posizione del nostro paese a livello di politica internazionale. In particolare, alla conferenza di Durban, l’Italia si è schierata con l’Europa a favore di una strategia di avanguardia rispetto alla tematica dei cambiamenti climatici.
Quindi cosa prevede per l’anno appena iniziato?
Per il 2012 c’è un’attenzione nuova da parte del governo allo scenario internazionale e alla cooperazione con gli altri paesi. Preoccupa molto la congiuntura economica internazionale. La contemporaneità della crisi climatica con quella finanziaria dovrebbe spingere tutti i paesi del mondo a investire nella green economy. L’Italia, in questo senso, è rimasta al palo e nella fase 1 del governo Monti non ci sono stati elementi ispirati a criteri “eco”. Noi di Legambiente abbiamo proposto una sorta di “patrimoniale verde” ma le scelte di Monti sono andate in tutt’altra direzione. Nella fase 2 si continua a non parlare di risorse rinnovabili o risparmio energetico nello sviluppo dei processi produttivi. I criteri e gli incentivi continuano a essere quelli vecchi.
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