L’isola dei rifiuti di plastica al centro del Pacifico
.
La Marina degli Stati Uniti e l’indipendente Algalita Marine Research Foundation stimano che la quantità di rifiuti in plastica non biodegradabile accumulata in questo punto del Pacifico oscilli tra i 3 milioni di tonnellate e i 100 milioni. Per una profondità di oltre 10 metri. Detriti che hanno formato un’isola in larga parte composta da rifiuti di materie plastiche solo in parte fotodegradabili e che nel loro lento processo si deteriorano sino a diventare polimeri, provocando inquinamento da PCB (Policlorobifenili). Sostanze che entrano così facilmente nella catena alimentare della fauna ittica.
Non parliamo solo del rischio da ingestione di materiali solidi anche di notevoli dimensioni da parte di particolari specie, ma del fatto che ogni forma di vita marina possa essere interessata dal fenomeno in atto. Un fenomeno che sembra essersi venuto a creare intorno agli anni cinquanta per l’azione della corrente oceanica subtropicale del Nord Pacifico. Un vero e proprio vortice in grado di attrarre verso il suo centro una quantità impressionante di rifiuti galleggianti, aggregati tra di loro dalla persistente azione del vortice stesso.
.
Leggi l’articolo originale e completo su: ecoseven.it



















