SolarCOP15: a Copenhagen una conferenza parallela sul fotovoltaico
Mentre i rappresentanti dei paesi ricchi e di quelli in via di sviluppo sono riuniti a Copenhagen alla ricerca di soluzioni per far fronte ai cambiamenti climatici in corso sul nostro pianete, una conferenza parallela si sta tenendo presso la capitale danese. È la SolarCOP15 che riunisce i leader mondiali del settore solare, giunti in Danimarca per dimostrare come questa tecnologia sia già adesso in grado di fornire energia pulita e di ridurre le emissioni di CO2. All’iniziativa hanno aderito l’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (EPIA) e la statunitense Solar Energy Industries Association (SEIA), insieme a 40 associazione di categoria provenienti da tutto il pianeta.
Secondo il rapporto presentato giovedì 10 dal gruppo, il fotovoltaico da solo potrebbe fornire fino al 12% della domanda d’energia elettrica dell’Unione Europea entro il 2020; al contempo un’adeguata unione tra fotovoltaico e solare termodinamico potrebbe fornire agli Stati Uniti il 15% dell’elettricità entro la stessa data. Questi dati significherebbero una riduzione complessiva (nella UE e negli USA) di quasi 1 miliardo di tonnellate l’anno di Co2.
“L’energia solare ha un potenziale significativo per la lotta contro il cambiamento climatico globale”, ha detto il presidente EPIA Winfried Hoffmann. “Ad esempio, solo in Europa, se l’industria fotovoltaica raggiungesse l’obiettivo del 12% si avrebbe una riduzione di 220 milioni di tonnellate di CO2 l’anno entro il 2020. Vale a dire l’equivalente delle emissioni della Germania nel 2006″. “Le tecnologie solari – ha aggiunto il Presidente e amministratore delegato di SEIA Rhone Resch – sono già disponibili e pronte per fornire energia pulita, creando nel contempo opportunità economiche in tutto il mondo”.


















