OGM: una sentenza europea obbliga la Spagna alla trasparenza
La Spagna è l’unico Paese dell’Unione Europea che produce ogm su vasta scala, il 68% di quelli coltivati nella Ue, eppure finora non aveva mai reso pubblico un elenco dei terreni dove esistono le coltivazioni sperimentali. Ora, grazie a una sentenza del Tribunale europeo di Giustizia, il governo spagnolo è stato costretto a facilitare l’accesso ai dati sulle sue coltivazioni di organismi modificati geneticamente (Ogm), come rende noto l’associazione ecologista Amici della Terra.
Nel 2008 sono stati coltivati in Spagna 80.000 ettari di mais transgenico e, nel 2010, multinazionali dell’alimentazione sperimentano mais, barbabietola e cotone geneticamente modificati in 64 localita’ della penisola, localizzate prevalentemente nelle regioni di Aragon, Castilla, Leon e Andalusia. ”Gli agricoltori hanno diritto ad essere informati per poter adottare misure contro la contaminazione e prevenire possibili danni alla salute”, ha spiegato in dichiarazioni ai media il responsabile per l’agricoltura della associazione Amici della Terra, David Sanchez, che esprime soddisfazione. A monte c’è stata la battaglia, intrapresa nel 2004, da un agricoltore del nord dell’Alsazia francese, Pierre Alzelvandre, che, dopo aver chiesto invano al proprio sindaco di conoscere quali fossero le porzioni di territorio del Comune dove si sperimentavano coltivazioni transgeniche, per analizzare i possibili effetti pregiudizievoli sulle sue, non si e’ dato per vinto. Di fronte al rifiuto dell’amministrazione di fornire informazioni al riguardo, si e’ rivolto infine alla Corte europea di giustizia.
La sentenza, emessa da Tribunale europeo nel febbraio del 2009, attesta che la localizzazione dei campi sperimentali con transgenici non e’ riservata. E, al contrario, sottolinea che la direttiva del 2001 della Ue difende la trasparenza nella liberalizzazione dei prodotti Ogm. Sentenza alla mano, le associazioni ecologiste iberiche sono tornate alla carica con l’esecutivo spagnolo, esigendo l’applicazione della giurisprudenza. ”La Commissione di Biosicurezza – ricorda il rappresentante di Amici della Terra – ha sollecitato un parere ai servizi giuridici per assicurarsi che il governo fosse obbligato a fornire l’informazione da noi richiesta”. La diffusione dei dati ”pone fine a 12 anni di opacita’ ed e’ uno strumento al servizio degli agricoltori per esigere la fine di esperimenti pericolosi”, ha spiegato il responsabile della campagna transgenici di Greenpeace, Felipe Carrasco, in dchiarazioni al quotidiano ‘20 minutos’. A partire dalla ”mappatura” delle coltivazioni di Ogm, le associazioni ecologiste promuoveranno azioni giudiziarie. Ricordano, infatti, che la legislazione spagnola consente solo la coltivazione per uso alimentare del mais e che la Spagna e’ l’unico Paese della Ue che produce questo cereale geneticamente modificato su larga scala. Sostengono che non esistono garanzie scientifiche sulla sicurezza di questi prodotti per la salute dei consumatori e per l’ambiente sul medio periodo. Nel caso poi delle coltivazioni sperimentali, gli ecologisti denunciano la mancanza di studi sul possibile impatto sull’ambiente.
Fonte: LaboratorioAntispecista.org



















