Salvi gli incentivi per gli impianti fotovoltaici
È stato approvato dal Senato e inserito nel Decreto Legge “salva-Alcoa” un emendamento del PD secondo cui le tariffe incentivanti sono riconosciute a tutti i soggetti che abbiano concluso, entro il 31 dicembre 2010, l’installazione dell’impianto fotovoltaico ed abbiano inviato la richiesta di connessione dell’impianto di produzione entro l’ultima data utile affinché la connessione sia realizzata, nel rispetto della normativa vigente, entro il 31 dicembre 2010.
Il Decreto è stato chiamato con questo nome perché affronta la questione della multinazionale americana che aveva minacciato alla fine di febbraio la chiusura dello stabilimento in Sardegna per i costi troppo alti per l’energia.
“Finalmente – spiegano in una nota i senatori del PD promotori dell’emendamento – è possibile a tutti coloro che hanno costruito o costruiranno gli impianti entro la fine del 2010 di avvalersi dei benefici previsti fino a quella data anche se la connessione non è stata ancora realizzata purché gli impianti risultino completi”.
L’attuale Conto energia assicura incentivi tra i più ricchi d’Europa, tra 35 e 48 centesimi al chilowattora, pur ponendo un tetto di 1.200 MW alla potenza incentivabile. Anche questo giustifica la fretta di completare gli impianti prima che diventi operativo il decreto in forza del quale dal 2011 l’incentivo sarà tagliato tra il 6,5% e il 17,6% e poi di circa il 6% ogni anno. Il potenziale del settore resta comunque molto alto e a gennaio la capacità degli impianti fotovoltaici era di 800 MW.
Adesso, grazie all’emendamento, i cittadini che realizzano un impianto fotovoltaico entro la fine del 2010, potranno beneficiare di incentivi in ogni caso più vantaggiosi rispetto a quelli più ridotti che saranno definiti con il terzo Conto Energia. “Dopo mesi di colpevole inerzia da parte del governo ‘dei fatti’ – insistono i senatori – il PD è riuscito a rassicurare tutti quei cittadini, imprenditori e imprese che avevano deciso di costruire impianti fotovoltaici rispettosi dell’ambiente e che rischiavano di vedere sospesi gli incentivi previsti a loro favore”.
“Ora le imprese che hanno fatto questi investimenti – conclude la nota – hanno finalmente la certezza di ottenere gli incentivi, così come le banche possono contare su una misura legislativa che, nero su bianco, stabilisce quali soggetti abbiano i requisiti per accedere ai benefici. Un bel risultato se si considera che essi riguardano imprese all’avanguardia e che sul piano industriale esprimono una crescente domanda d’innovazione”.


















