marzo 8, 2010 News

Un terzo delle aziende agricole italiane è gestito da donne

mimosaIn occasione della giornata internazionale delle donne, ‘Donne in Campo’ (associazione di imprenditrici agricole che fa capo alla CIA, Confederazione italiana agricoltori) dichiara che il 30% delle imprese agricole italiane è gestito da donne. E così il settore primario, subito dopo il commercio, sottolinea un comunicato, è quello dove è più alto il tasso di femminilizzazione (agli inizi degli anni ‘70 solo 19 aziende su 100 erano guidate da donne). Tuttavia il comparto non vive certo giorni felici. I costi produttivi, contributivi e burocratici, secondo le donne della CIA, “hanno toccato livelli insostenibili, mentre i prezzi praticati sui campi sono in netta discesa, una situazione pesante che ha provocato un crollo record dei redditi (-25,3%)”. Per questo l’appello “affinché si avvii al più presto un’azione che permetta di uscire dall’attuale preoccupante stasi e valorizzi l’importante e centrale ruolo dell’impresa femminile”.

La Festa della donna – si legge sul sito di ‘Donne in Campo’ – “è un momento di riflessione per capire la rilevanza che oggi racchiude la funzione dell’imprenditoria femminile nel contesto delle nostre campagne, del mondo rurale nel suo complesso. In questi ultimi trent’anni, del resto, proprio la crescita dell’azienda ‘rosa’ ha portato con sé una serie di fenomeni positivi: i saperi antichi delle donne, l’arte dell’accoglienza, l’arte della trasformazione dei prodotti, e altre attività che hanno sempre fatto parte della vita quotidiana delle donne rurali, diventando fattori di impresa, utili a integrare i redditi agricoli”. “L’imprenditoria femminile in agricoltura deve, però, essere messa nelle condizioni migliori più opportune per operare con la dovuta efficacia”. Da qui l’esigenza di “una nuova strategia nei confronti delle imprese agricole. Oltre a interventi a sostegno, del ripristino di un Fondo nazionale per l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento delle aziende femminili, servono misure per facilitare l’accesso al credito attraverso lo strumento dei Fondi di garanzia e incentivi per la stabilizzazione e l’aumento dell’occupazione femminile, per la costruzione di forme di integrazione, formazione, innovazione, ricerca e internazionalizzazione”.

“È indispensabile – prosegue la nota pubblicata sul sito web dell’associazione – un nuovo welfare, adeguato ai bisogni della società. Un welfare che, però, non sia inteso come un ‘affare privato’ delle famiglie e, pertanto, quasi totalmente a carico delle donne, ma come un problema di cui si faccia carico la collettività. In tale contesto, occorre rafforzare i servizi per l’infanzia e per gli anziani non autosufficienti e i disabili”.

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