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	<description>Portale di informazione ambientale</description>
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		<title>La strana storia del Sindaco virtuoso di Camigliano rimosso perché abbassa la TARSU</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 10:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Camigliano]]></category>
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		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Cenname]]></category>

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		<description><![CDATA[Il protagonista è Vincenzo Cenname, giovane sindaco di uno dei comuni più virtuosi d'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2125" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/vincenzo-cenname.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-medium wp-image-2125" title="vincenzo-cenname" src="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/09/vincenzo-cenname-300x225.jpg" alt="Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano (CE)." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano (CE).</p></div>
<p style="text-align: justify;">La storia che vado a raccontarvi ha dell’incredibile. Accade a Camigliano, provincia di Caserta. Protagonista è Vincenzo Cenname, il giovane sindaco, 40 anni, ingegnere. Ebbene, ha intrapreso una politica mirata alla corretta gestione dei rifiuti, arrivando al 65% di raccolta differenziata. Camigliano è uno dei Comuni virtuosi. Ma tanto basta al Ministro Maroni per richiedere con decreto presidenziale la rimozione del Sindaco. L’Atto viene firmato dal presidente Napolitano il 3 agosto scorso (<a href="http://www.flickr.com/photos/comunedipignataro/4865966570/sizes/l/in/photostream/">qui la foto del decreto</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">La Legge 26/2010 prevede che tutti i comuni devono inviare i ruoli della Tarsu. Il limite era lo scorso marzo. Il Sindaco con un atto di disobbedienza civile si è rifiutato di comunicare i dati alla Provincia, nonostante i solleciti del Prefetto. Il Sindaco Cenname fa presente che la cittadinanza è d’accordo: non ha senso pagare una tassa sui rifiuti, peraltro, elevata, se questa non serve a gestirli ma a finanziare inutili carrozzoni voluti dalla politica. La TARSU è sovradimensionata rispetto all’impegno profuso dai 1800 cittadini di Camigliano che preferiscono usare i loro soldi nel potenziamento della differenziata, ad esempio finanziando l’acquisto dei pannolini lavabili. Cenname ha istituito l’ecoeuro, <a href="http://www.ecoblog.it/post/6253/scec-economia-e-solidarieta-alla-napoletana">il sistema Scec,</a> dove a fronte di una raccolta e consegna di rifiuti si ricevono in cambio buoni acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiega Cenname:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>In Campania c’è un disegno ben preciso per scoraggiare la raccolta differenziata a favore degli inceneritori. Non a caso chi raccoglie rifiuti li gestisce anche.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per il prossimo 22 settembre è prevista una manifestazione davanti la Reggia di Caserta per protestare contro l’ingiustificato aumento della TARSU. Dopo il salto due video con interviste a Cenname.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: <a href="http://www.ecoblog.it/post/11112/la-strana-storia-del-sindaco-virtuoso-di-camigliano-rimosso-perche-abbassa-la-tarsu?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=mail&amp;utm_campaign=Newsletter%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29" target="_blank">Ecoblog.it</a></em></p>


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		<title>Anche le lampadine da 75 watt vanno in pensione</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[1 settembre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[100 watt]]></category>
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		<category><![CDATA[75 watt]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
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		<category><![CDATA[Eva Alessi]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[lampadine a incandescenza]]></category>
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		<category><![CDATA[responsabile progetti internazionali del Wwf]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua il progressivo ritiro dal commercio delle lampadine ad incandescenza, per far posto a quelle a risparmio energetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="content-corpo" style="text-align: justify;">
<p>Dopo i 100 watt ora tocca ai 75. Vanno progressivamente in pensione le lampadine a incandescenza: nei paesi dell&#8217;Unione Europea quelle da 75 watt<strong> </strong>potranno essere vendute solo fino a che non saranno esaurite le scorte rimaste in magazzino e, nel giro di pochi mesi, potrebbe essere praticamente impossibile trovarne una sugli scaffali dei negozi.</p>
<p>La decisione di sostituire le vecchie lampade con prodotti più moderni ed efficienti, come le lampade a risparmio energetico fluorescenti o a led, è stata presa dall&#8217;Unione Europea che, un anno fa (l&#8217;1 settembre 2009), aveva tolto dal mercato quelle da 100 Watt. Tra un anno toccherà alle lampadine a incandescenza da 60 watt, poi a quelle da 40 e da 25 Watt nel settembre 2012.</p>
<p>L&#8217;Ue stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l&#8217;anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone, il consumo di uno stato come la Romania in un anno intero.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un percorso importante verso la riduzione dei consumi energetici, al quale guardiamo con positività&#8221; spiega Eva Alessi, responsabile progetti internazionali del Wwf. &#8220;Ognuno di noi deve essere consapevole che per ridurre i consumi energetici e di conseguenza diminuire l&#8217;impatto ambientale bisogna da una parte evitare gli sprechi, dall&#8217;altra scegliere prodotti più efficienti&#8221;, prosegue Alessi ricordando che con il progetto Eurotopten Italia (<a href="http://www.eurotopten.it/" target="_blank">www.eurotopten.it</a>) &#8220;proviamo a dare dei consigli a chi deve comprare un nuovo elettrodomestico o sostituire una lampadina&#8221;. &#8220;Per quanto riguarda l&#8217;illuminazione la scelta migliore sono i led o le lampadine fluorescenti compatte &#8211; conclude l&#8217;esponente del Wwf &#8211; perché ovviamente la riduzione dei consumi energetici riguarda sia l&#8217;uso domestico che quello commerciale&#8221;.</div>


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		<title>Calati a luglio i consumi di benzina</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Unione Petrolifera rende noti i dati sui consumi dei diversi carburanti: cala la benzina (-5,5%) e sale ancora il gpl (+9,9%).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nuova flessione per i consumi petroliferi italiani, che nel mese di luglio 2010 sono ammontati a circa 6,8 milioni di tonnellate, con un calo del 2,7% (-185.000 tonnellate rispetto allo stesso mese del 2009). I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina ha mostrato un calo del 5,5% rispetto a luglio 2009, mentre il gasolio autotrazione dello 0,5%.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda totale di carburanti (benzina e gasolio) nel mese di luglio, si legge in una nota dell&#8217;Unione Petrolifera, è così risultata pari a circa 3,3 milioni di tonnellate, con un decremento dell&#8217;1,9% rispetto allo stesso mese del 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua invece il trend positivo sia del Gpl autotrazione che in luglio ha mostrato un progresso del 9,9%, sia dei lubrificanti (+2,4%). Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 26%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 50,1% del totale (era il 41,9% nel luglio 2009).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi sette mesi 2010 i consumi sono stati pari a circa 42,4 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2009. La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 6,5%, il gasolio dello 0,3%. Nei primi sette mesi del 2010 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia cosi&#8217; una flessione del 2,2%.</p>


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		<title>La automobili sono più dannose degli aerei</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<category><![CDATA[rivista Environmental Science & Technology]]></category>
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		<category><![CDATA[studio sull'impatto dei trasporti sull'aumento delle temperature]]></category>
		<category><![CDATA[surriscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio sull'impatto dei trasporti sull'aumento delle temperature ha rivelato che le auto producono una quantità di biossido di carbonio per passeggero-chilometro più alta rispetto agli aerei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="content-corpo" style="text-align: justify;">
<p>Viaggiare in automobile fa più male al pianeta rispetto ai viaggi fatti in aereo. Lo ha stabilito un gruppo di ricerca internazionale che ha condotto uno studio sull&#8217;impatto dei trasporti sull&#8217;aumento delle temperature, pubblicato sulla rivista Environmental Science &amp; Technology.</p>
<p>&#8220;Gli spostamenti in macchina emettono una quantità di biossido di carbonio per passeggero-chilometro più alta rispetto ai viaggi in aereo &#8211; ha detto Jens Borken-Kleefeld, primo autore dello studio &#8211; . Dal momento che il biossido di carbonio rimane più a lungo nell&#8217;atmosfera rispetto ad altri gas, le auto hanno un impatto, sul lungo termine, più nocivo&#8221;.</p>
<p>Gli aerei, però, non sono del tutto innocui e causano conseguenze sul clima soprattutto nel breve termine, anche se di durata inferiore a quelli causati dalle auto. Le navi, invece, secondo la ricerca, sono le migliori amiche dell&#8217;ambiente poiché provocano un surriscaldamento di 25 volte inferiore sul lungo termine, rispetto ad auto e aerei e, nel breve periodo, sono responsabili di un calo delle temperature.</p>
<p>&#8220;Le navi emettono anidride solforosa, alla base della formazione delle particelle di solfato nell&#8217;atmosfera &#8211; ha precisato Jan Fuglestvedt, co-autore della ricerca. Queste particelle causano una diminuzione delle temperature, poiché riflettono nello spazio le radiazioni solari&#8221;. Dai dati emerge anche che nei decenni immediatamente successivi alla spedizione via nave, questo effetto compensa il surriscaldamento.</p></div>


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		<title>Pronta nel bergamasco una «cattedrale vegetale»</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[2001]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Internazionale della Biodiversità]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo alcuni mesi dall'avvio dei lavori è pronta nel bergamasco, a Oltre il Colle, a 1345 metri di altitudine e sarà inaugurata il 4 settembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una cattedrale a 5 navate e 42 colonne costruita con 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6 mila metri di rami di nocciolo, uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde secondo l&#8217;antica arte dell&#8217;intreccio. E negli anni, il progetto prevede che all&#8217;interno cresceranno 42 piante di faggio e la natura prenderà completamente il sopravvento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni mesi dall&#8217;avvio dei lavori è pronta nel bergamasco, a Oltre il Colle, a 1345 metri di altitudine una &#8220;Cattedrale Vegetale&#8221;. La struttura, ai piedi del Monte Arera, su progetto di Giuliano Mauri (artista scomparso nel 2009) sarà inaugurata il 4 settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera è stata voluta, nell&#8217;Anno Internazionale della Biodiversità, dal Parco delle Orobie Bergamasche, insieme ai Comuni di Oltre il Colle, Roncobello e Ardesio e con la partecipazione del Centro di Etica Ambientale di Bergamo. La Cattedrale Vegetale, all&#8217;avvio della salita per il Pizzo Arera, è stata costruita al centro di una radura silenziosa circondata da una cortina naturale di alberi.</p>
<p>L&#8217;architettura vegetale è alta da 5 a 21 metri, lunga 28,5 e larga 24 metri e copre 650 metri quadrati di superficie. Con la sua struttura aperta e percorribile in ogni direzione è destinata, nel tempo, a diventare teatro naturale per eventi legati ad altre discipline della creatività, luogo di sosta per momenti formativi ed educativi oltre che punto di partenza e di arrivo tra i sentieri delle Orobie.</p>
<p style="text-align: justify;">Mauri, scomparso nel maggio 2009, divenne famoso proprio per le sue architetture naturali, realizzate con rami e tronchi di legno. Tra le sue opere più famose un&#8217;altra «cattedrale verde», quella realizzata a Borgo Valsugana nel 2001, in Val di Sella (Trento) per la manifestazione di arte contemporanea «Artesella».</p>


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		<title>Nucleare: rimborsi alle aziende se il progetto si arresterà</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 17:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dell'Ambiente e delle Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[meeting di rimini]]></category>
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		<category><![CDATA[sottosegretario allo Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Saglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ha dichiarato al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia, ricordando che a ottobre arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri un "decreto per la strategia nucleare", di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell'Ambiente e delle Infrastrutture.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nuovo rinvio per l’annuncio delle location nucleari. Dopo aver procrastinato il via libera ai siti dove sorgeranno le nuove centrali già due volte (era atteso prima delle elezioni regionali e poi per l’estate), il governo ha adesso fatto sapere che la lista sarà resa nota a gennaio 2011, quando arriveranno le prime domande per la costruzione delle centrali nucleari, e si conosceranno così anche i siti, almeno i primi due, dove saranno realizzate. Lo ha detto al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia ricordando che a ottobre arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri un &#8220;decreto per la strategia nucleare&#8221;, di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell&#8217;Ambiente e delle Infrastrutture.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Saglia ha fatto sapere, e questa è la vera novità, che nel testo saranno previste anche delle “garanzie per le aziende”, gli indennizzi che dovranno tutelare chi investe dal rischio qualora, per un cambio di governo, o “per qualsiasi altro intoppo”, il progetto si arresti. Misure per evitare che i danni, dopo forti investimenti, “si scarichino sulle stesse imprese”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sui siti il Governo vuole scelte di intesa con le Regioni: “Il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di impostazione militaresca”, garantisce Saglia. Il Governo potrà comunque avvalersi dei poteri sostitutivi, “ma è un&#8217;evenienza che vorremmo scongiurare”. Bisogna, sottolinea il rappresentante del Governo, rispondere “all&#8217;esigenza che sul fronte del&#8217;energia ci sia una politica di buon senso, ed una strategia a lungo termine”.<br />
Dopo la dichiarazione sulle tutele alle aziende al Meeting è stata durissima la presa di posizione di Greenpeace. “Le dichiarazioni del Sottosegretario &#8211; recita un comunicato &#8211; smascherano definitivamente i trucchi del Governo sul nucleare. Saglia, infatti, ha annunciato nel corso del Meeting dei popoli che il “decreto per la strategia nucleare” &#8211; previsto per ottobre, &#8211; conterrà “garanzie per le aziende”, ovvero indennizzi per chi investe nel caso in cui, per un cambio di governo o “qualsiasi altro intoppo”, il progetto si arresti. Il che significa che il governo Berlusconi non solo ha intenzione di decidere la costruzione di nuove centrali nonostante il parere contrario delle Regioni e della popolazione, ma vuole anche “blindare” questa scelta per il futuro, pur di regalare soldi ai suoi amici”.<br />
“Insomma, il nucleare &#8211; prosegue la nota &#8211; comunque vada, lo pagheranno in bolletta gli italiani. Queste bollette, salate a causa della follia nuclearista del Governo, Greenpeace le ha già preparate e distribuite ai cittadini italiani. E che i costi saranno stellari è sicuro, perché il reattore francese EPR, decantato come la III generazione del nucleare, è in realtà un prototipo del quale non è chiaro nemmeno il progetto che ha costretto Edf a chiedere un aumento delle bollette puntualmente ottenuto”.<br />
“Il nucleare &#8211; conclude Greenpeace &#8211; si conferma come un trucco per regalare soldi all’ennesima lobby, sottrarre investimenti a una rivoluzione energetica in cui l’Italia può essere protagonista”.</span></p>


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		<title>A Parigi una scuola a impatto ambientale zero</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 14:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'edificio ha il tetto coperto di pannelli solari per la fornitura di elettricità, tubi solari per il riscaldamento dell'acqua e sistemi di illuminazione dei banchi all'interno che sfruttano il riflesso della luce esterna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A Pantin<strong><strong></strong></strong>, alle porte di Parigi<strong><strong></strong></strong>, con l&#8217;inizio del nuovo anno scolastico sarà inaugurata una scuola &#8220;ad energia passiva&#8221;<strong></strong>, che consuma meno energia di quella che produce. L&#8217;edificio, spiegano i progettisti al settimanale Journal du Dimanche, ha il tetto coperto di pannelli solari, che assicurano la fornitura di elettricità, tubi solari per il riscaldamento dell&#8217;acqua e sistemi di illuminazione dei banchi all&#8217;interno che sfruttano il riflesso della luce esterna.</p>
<p>Per il riscaldamento, invece, sfrutta l&#8217;energia geotermica tramite un impianto sotterraneo. La struttura è stata inoltre orientata in modo da sfruttare al meglio i raggi del sole e le correnti d&#8217;aria, ed è fornita di tripli vetri e giunture stagne. Il costo per la costruzione è stato di 14 milioni di euro<strong>, </strong>il 25% circa in più che per una scuola normale, ma il risparmio energetico consentirà di ammortizzare la differenza entro 15-20 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Ansa.it/Ambiente</em></p>


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		<title>Clima: da Bonn un invito ai governi a ridurre le opzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 13:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Convenzione quadro dell'Onu sui cambiamenti climatici]]></category>
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		<description><![CDATA[L'appello arriva dal nuovo segretario esecutivo della UNFCCC, Christiana Figueres: ridurre le opzioni sul tavolo dei negoziati sul clima e trovare un metro comune di riferimento sui nuovi impegni di riduzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2090" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/08/cf.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="size-medium wp-image-2090" title="cf" src="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/08/cf-300x187.jpg" alt="cf" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, Christiana Figueres.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ridurre le opzioni sul tavolo dei negoziati sul clima: è questo l&#8217;appello lanciato dal nuovo segretario esecutivo della Unfccc (Convenzione quadro dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici), Christiana Figueres, al termine dei lavori conclusi a Bonn, ai quali hanno partecipato i rappresentanti di 175 governi. L&#8217;attesa svolta, in vista della prossima conferenza Onu di Cancun che si terrà dal 29 novembre al 10 dicembre, di fatto non c&#8217;é stata. Ma secondo Figueres, in Messico potranno comunque essere prese una serie di decisioni, come impegni per la gestione e l&#8217;allocazione dei fondi per la lotta contro i camabiamenti climatici e l&#8217;incremento del trasferimento di tecnologia, specialmente per i Paesi più poveri e vulnerabili. &#8220;Progressi a Cancun &#8211; ha aggiunto &#8211; potrebbero anche includere un mandato per portare avanti il processo verso un accordo con valore vincolante, che prenderebbe più tempo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo pare che dal punto di vista legale, alla scadenza di Kyoto, non si dovrebbe formare un vuoto normativo, perché i meccanismi e le azioni di cooperazione già avviati potrebbero continuare ad esistere, in quanto legati agli obiettivi della Convenzione Onu sul clima. La tesi però non è ancora del tutto condivisa. Sul fronte del gruppo di lavoro sul nuovo accordo post Kyoto invece, il problema è ancora quello di trovare un metro comune di riferimento sui nuovi impegni di riduzione, ma anche questioni come il raccordo fra i crediti di CO2 già acquisiti e quelli da far valere nel nuovo protocollo. Il quadro non cambia molto nel gruppo di lavoro che include tutti i Paesi, sulla cooperazione a lungo termine, dove fioccano idee e proposte tutte diverse. Il risultato è che i testi delle bozze invece di snellirsi sono lievitati. &#8220;Per raggiungere risultati a Cancun &#8211; ha concluso Figueres &#8211; i governi devono ridurre in maniera radicale le opzioni sul tavolo&#8221;. Un&#8217;opportunità potrebbero essere gli incontri di alto livello previsti a settembre a New York e a Ginevra, prima dell&#8217; ultimo round dei negoziati, dal 4 al 9 ottobre a Tianjin, in Cina.</p>


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		<title>OGM: con la deregulation stati UE liberi di scegliere</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[commissario alla Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[deregulation]]></category>
		<category><![CDATA[John Dalli]]></category>
		<category><![CDATA[José Manuel Barroso]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[responsabile Sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[silvia biasotto]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[I singoli governi della Ue saranno liberi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio gli Ogm autorizzati. Diverse le voci di protesta dalle associazioni ambientaliste e di consumatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La Commissione europea ha approvato una nuova strategia sul futuro degli Ogm in Europa. Si concretizza così la deregulation promossa dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che il commissario alla Salute, John Dalli, ha fatto propria con la proposta approvata in questi giorni. Ora i singoli governi della Ue saranno liberi di scegliere se coltivare o meno sul loro territorio gli Ogm autorizzati, in base all’attuale procedura in vigore a livello europeo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La notizia non è piaciuta a Greenpeace. “Barroso sembra pensare che gli Stati membri vogliano vietare gli Ogm per ragioni politiche e che le preoccupazioni scientifiche sollevate per anni siano solo chiacchiere &#8211; sostiene Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm per l’associazione ambientalista. &#8211; Queste preoccupazioni sono reali &#8211; continua &#8211; e la proposta di oggi è solo un rimedio temporaneo. Invitiamo il Governo italiano e gli altri Stati membri a respingere l’attuale proposta. Fino a quando la procedura di valutazione dei rischi delle colture geneticamente modificate non sarà adeguatamente implementata, nessun nuovo organismo modificato dovrebbe essere autorizzato”. In pratica, secondo Greenpeace, l’esecutivo Ue fa un “doppio gioco”: promette agli Stati membri il diritto di vietare le coltivazioni Ogm sul proprio territorio a patto, però, che riducano la loro opposizione durante il processo di autorizzazione a livello europeo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">“In Italia siamo sulla buona strada &#8211; interviene Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino: &#8211; consumatori, istituzioni e gran parte degli agricoltori sono compatti nel dire no agli Ogm. Quindi, ci aspettiamo che il Governo italiano in fase di recepimento della direttiva non stravolga questa tendenza”. La preoccupazione del comitato Equivita è affidata invece a un comunicato: “Si tratta di una concessione alle multinazionali biotech, uniche interessate, in quanto detentrici dei brevetti che coprono le piante, gli animali e tutta la loro discendenza, alla diffusione degli Ogm”. Ciò che più indispettisce Equivita è l’indifferenza di Bruxelles alle raccomandazioni dei 27 ministri dell’Ambiente che nel dicembre 2008, all’unanimità, avevano richiesto ufficialmente una valutazione degli effetti non solo ambientali e sanitari, ma anche socio-economici degli organismi geneticamente modificati. </span></p>


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		<title>In Italia oltre una bottiglia su due è vetro riciclato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Pergolizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[associazione nazionale degli industriali del vetro]]></category>
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		<category><![CDATA[vetro]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2009 la percentuale del riciclo del vetro in Italia ha raggiunto il 66%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/07/vet.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-medium wp-image-2080" title="vet" src="http://www.informambiente.it/wp-content/uploads/2010/07/vet-300x235.jpg" alt="vet" width="300" height="235" /></a>Nel 2009 in Italia più di una bottiglia su due è in vetro riciclato e il 74% dei consumatori europei preferisce gli imballaggi in vetro per bevande e cibi grazie alla capacità del vetro di mantenere inalterato il gusto e la frescezza del prodotto che contiene, al suo schermo protettivo contro i batteri, al suo rispetto per l’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo il bilancio di Assovetro, l&#8217;Associaizone nazionale degli industriali del vetro secondo i quali questo materiale &#8221;è l’unico imballaggio che non ha bisogno di ulteriori strati o additivi per ospitare in sicurezza cibi e bevande, è riciclabile al 100% e all’infinito, fornisce una protezione naturale contro i batteri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una questione di gusto se il 72% del vino confezionato in Italia e il 77% della birra è confezionato in vetro e se il 62% dei consumatori opta per il vetro quando si tratta di cibi o bevande. &#8221;Tanto più che &#8211; rileva Assovetro nel report &#8211; per venire incontro al bisogno di leggerezza dei consumatori, i contenitori in vetro hanno affrontato una &#8216;dieta dimagrante&#8217;. Essi sono, infatti, il 40% più leggeri che 20 anni fa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Riciclo una storia di successo. La percentuale media del riciclo del vetro nei paesi europei è del 65% ma in Italia ha raggiunto il 66%. Nel 2009 l’industria italiana del vetro ha aumentato dell’1% il tasso di riciclo rispetto all’anno precedentee: più di una bottiglia su due è così stata realizzata in vetro riciclato. Il tasso di riciclo dei contenitori in vetro ha avuto, negli 11 anni di applicazione del decreto Ronchi, un andamento positivo: era del 39% nel 1998 è del 66% nel 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la raccolta differenziata degli imballaggi in vetro si è registrata nel 2009 una crescita del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il riciclo del vetro rappresenta anche una risorsa importante per l’economia nazionale: tra il 2000 e il 2007 la raccolta e il riciclo dei rifiuti in vetro hanno generato un attivo pari a 1,2 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: ansa.it/ambiente</em></p>


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